“Il quadro generale è chiaro, possiamo essere ottimisti. Il risparmio energetico sta aumentando, la crescita verde anche. Nel futuro riusciremo a preservare i benefici dell’industrializzazione senza i costi dell’inquinamento. Il nostro standard di vita sta migliorando, mentre diminuisce l’energia che utilizziamo”. Le considerazioni sullo stato del pianeta di Chris Huhne, ex Segretario di Stato UK all’Energia e al Climate Change sono un lampo di ottimismo in un panorama che spesso vede prevalere per visibilità mediatica i profeti di sventura.
Huhne, oggi columnist di The Guardian, tratteggia con chiarezza la situazione prendendo come esempio la Gran Bretagna: dove l’economia è raddoppiata in termini reali dal 1985 a oggi, ma con un consumo globale di energia rimasto pressoché identico ad allora, ma diminuito nel complesso dal 1970 a oggi. Cosa è accaduto nel frattempo? I costi delle fonti energetiche sono aumentati sì, ma il progresso tecnologico ci ha permesso di risparmiare in termini di spesa e di sprechi energetici, inoltre abbiamo cambiato abitudini.
Tutto andando nella direzione dell’efficienza e del risparmio energetico. In alcuni casi più che per autentica coscienza ambientalista per una pura e semplice questione di costi, quasi un egoismo “buono”, potremmo dire. Ma i cui risultati finali sono positivi e sotto gli occhi di tutti. Huhne sottolinea poi come anche la politica abbia avuto la sua parte: basti pensare alla severissima legislazione californiana sulle emissioni, che ha dato una forte spinta al mercato delle auto ibride ed elettriche. E da quelle norme restrittive è spuntato un colosso come la Tesla Motors.
Insomma, cresceremo ancora, senza rinunciare al nostro standard di vita come sostiene Huhne? Mi piace credere che possa andare davvero così: e forse là fuori siamo in tanti a pensarla allo stesso modo.
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