December 3, 2015

ABRAHAM CRUZVILLEGAS E LA SUA INSTALLAZIONE ALLA TURBINE HALL DELLA TATE MODERN

Arte Contemporanea

La Turbine Hall della Tate Modern di Londra è uno spazio artistico che rende il museo londinese unico in tutto il panorama mondiale; un tempo ospitava i generatori elettrici della centrale e viene da anni utilizzato per esporre temporaneamente mega-installazioni commissionate ad artisti contemporanei.

I lavori che vengono ricordati più spesso sono quelli di Louise Bourgeois, con il suo progetto I Do, I Undo, I Redo del 2000, che riempì lo spazio con in gigantesche scale a chiocciola, specchi a forma di antenne paraboliche e un grande ragno. E ancora, The Weather Project di Olofur Eliasson, che consisteva nella realizzazione di simulazione di un sole, creato da specchi, luci e vapori; ci furono poi gli immensi scivoli di Test Site di Carsten Holler e Shibboleth di Doris Salcedo, una grande crepa che attraversava in lungo la pavimentazione del museo. Ai Weiwei nel 2010 coprì invece il pavimento con 10 milioni di semi di porcellana, a rappresentare i milioni di cinesi vittime delle carestie provocate da Mao Zedong.

“Empty Lot”, realizzata dall’artista concettuale messicano Abraham Cruzvillegas sui temi dell’imprevedibilità e della speranza, è il nome dell’ultima installazione.

L’artista, figura chiave dell’Arte Concettuale in Messico è noto per la progettazione e creazione di opere realizzate con materiali ed oggetti di scarto; lui stesso le definisce Autoconstrucción, riferendosi a quella generazione di messicani provenienti dalle aree rurali che negli anni ‘60 arrivarono nella capitale e iniziarono a costruire le proprie case usando qualsiasi materiale potesse essere reperito in loco.

L’installazione della Turbine Hall consiste in mini-giardini triangolari che formano un disegno di rombi sulla superficie, ispirandosi alle cupole geodetiche di Buckminster Fuller, ai giardini Aztechi e agli orti improvvisati delle città in via di sviluppo.  Ciascun rombo è riempito di terra proveniente da un parco diverso di Londra, da Buckingham Palace a Hackney Marshes, innaffiato e illuminato da file di lampade. Nulla è stato piantato, ma qualcosa sta già nascendo spontaneamente e il risultato finale sarà una sorpresa, nonché punto d’arrivo dell’opera d’arte stessa.

Il critico d’arte Jonathan Jones, firma storica del Guardian, critica Cruzvillegas per aver realizzato un esercizio di stile, non in grado di infiammare l’anima, come avevano fatto altre installazioni in passato. Giudicheremo quando sboccerà tutto quello che la terra londinese custodisce…

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