Marina Abramović, artista serba che da qualche tempo vive a New York, è l’icona vivente della performance art: non è esagerato dire che la sua sola presenza fa vibrare di energia il mondo che la circonda.
Qualche anno fa Marina Abramović ha tenuto un workshop da noi a Fabrica, impossibile da dimenticare. Oggi, ripensandoci, mi affascina ancora di più l’idea che questa grande artista, a un certo punto della sua carriera, abbia sentito il bisogno di condividere la sua incredibile esperienza e dedicare parte del suo tempo per creare un luogo unico, che aiuti a cambiare la percezione di sé attraverso la consapevolezza della propria esperienza fisica e mentale.
Infatti il suo ultimo progetto è la costruzione del Mai (Marina Abramović Institute), un centro dedicato alla presentazione e alla conservazione delle performing art, allo scopo di favorire la collaborazione tra arte, scienza, tecnologia e spiritualità. La Abramović ha già raccolto quasi un milione dollari che le consentiranno di iniziare i lavori di restauro della sede, un building in disuso in una cittadina a un’ora da New York, affidati al grande architetto olandese Rem Koolhaas.
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