Facebook investe (proprio) in Svezia

18/06/2013

Economia



Alcune settimane fa ho dedicato un post ai Paesi scandinavi e in particolare al loro approccio pragmatico e post-ideologico. l Paesi del Nord Europa, infatti, hanno saputo combinare gli aspetti migliori del loro tradizionale modello socialdemocratico e di quello liberista anglosassone, traendone vantaggi economici e sociali.

Arriva ora un’altra conferma della vitalità di quest’area: Facebook ha scelto proprio la Svezia come sede del primo data warehouse (il luogo che ospita i server) in Europa. Come mai Mark Zuckerberg ha deciso di investire oltre 500 milioni di dollari proprio a Luleå, nel nord della Svezia?

Un primo motivo è rappresentato dalle condizioni climatiche: i server hanno bisogno di temperature rigide per contrastare il surriscaldamento. Ma credo che l’ambiente svedese, per Facebook, sia favorevole non solo dal punto di vista climatico. Tecnologia all’avanguardia, stabilità politica, un livello di corruzione fra i più bassi al mondo sono fra gli elementi che hanno guidato la scelta dell’azienda di Zuckerberg, nonostante la Svezia non offra costi particolarmente vantaggiosi, a partire dalla pressione fiscale notoriamente piuttosto elevata.

Facebook, insomma, ha privilegiato un sistema-paese efficiente, moderno e stabile: per dirla con il linguaggio dei prodotti, ha scelto la qualità. È una lezione dalla quale è importante che anche il Sud Europa sappia prendere spunto, e a cui spero possano ispirarsi in particolare i nostri più giovani imprenditori, che ogni giorno dimostrano capacità e determinazione non comuni. Sono loro infatti che avranno il compito di ridisegnare il nostro sistema economico e di risolvere, certo con l’aiuto di quelli un po’ più “anziani”, alcuni dei nostri antichi “vecchi vizi”: per tornare ad attirare capitali stranieri, oltre che, più in generale, per favorire il rilancio del nostro, sempre più debole, sistema imprenditoriale.