Categories: Arte Contemporanea

Dirigere un’orchestra a 21 anni

Spazio ai giovani… quante volte lo sentiamo dire e quante poche volte invece lo possiamo raccontare con casi concreti. Oggi invece lo posso fare, raccontando una storia che ho scorto tra la lettura di un articolo e l’altro. Lei è giovanissima, ha 21 anni, si chiama Nil Venditti e si è decisamente fatta spazio nel mondo della musica: a poco più di vent’anni è infatti direttrice d’orchestra.

Nil, perugina, si è diplomata in violoncello al Conservatorio di Perugia e ha frequentato la classe di direzione d’Orchestra del Conservatorio dell’Aquila. Anni di sacrifici intensi, sì perché Nil oltre al conservatorio ha seguito gli studi regolari fino alla maturità. Notti insonni per studiare una materia che tanti vivono come hobby e non come impegno costante e spesso totalizzante. Nel 2015 ha ricevuto il prestigiosissimo premio Claudio Abbado per la direzione d’orchestra 2015. La ragazza prodigio ha fatto parte della Juniorchestra, compagine giovanile dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di cui è stata primo violoncello. Nel 2014 ha diretto il Concerto di Natale alla Camera dei Deputati e quello dell’8 marzo 2015 al Quirinale davanti al Presidente della Repubblica Mattarella. Nil ha inaugurato la stagione concertistica della Sinfonica Abruzzese a l’Aquila a ottobre scorso.

Una carriera incredibile che ha radici lontane; l’amore di questa portentosa ragazza per la musica classica è infatti nato presto, prestissimo, così come quello per il violoncello che però non le dava tutto quello che poteva avere dalla musica. E così si è avvicinata alla bacchetta…

In un’intervista di Laura Bonani al Corriere della Sera ha raccontato: “Ho cominciato a chiedermi che cosa leggessero gli altri strumentisti. In fondo, nello spartito, io seguivo solo la mia riga. Non ero in grado di cogliere l’essenza del violino o dell’oboe, della viola o del clarinetto, del piano o del flauto. Da quando ho iniziato a dirigere, credo di poter percepire lo stato d’animo di ciascuno dei miei colleghi”.  L’esigenza quindi di comprendere la coralità di un’esecuzione, vivendola e dirigendola.

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