November 7, 2017

Quello che fa la differenza

Sport

Omar Di Felice è un’atleta, un ciclista, un campione di ultracycling per essere più precisi. Si cimenta in imprese estreme, per citarne qualcuna: la Parigi-Roma (1600 km no-stop in 72 ore), una solitaria da Helsinki a Capo Nord in 8 tappe attraversando il circolo polare artico, il periplo dell’Islanda (1400 km in 5 tappe) e la scalata di tutte le più famose montagne del Giro d’Italia, del Tour de France e de la Vuelta.

L’ultima impresa? Di Felice ha deciso di pedalare ininterrottamente per 3500 km (e 50 di dislivello) in 9 giorni attraversando tutte le regioni italiane toccando i luoghi più rappresentativi della cultura, dell’arte e della storia del nostro Paese. Italy Unlimited, l’ha chiamata, quest’avventura in solitaria con partenza dal Foro Italico direzione sud, toccando Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Campania e Calabria poi, una volta in Sicilia, ha scalato l’Etna. Da lì si è diretto in Sardegna e, sbarcato dalla costa sud, ha raggiunto in sella quella nord. Traghetto fino alla Liguria in direzione Alpi dove ha scalato lo Stelvio. Poi, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli e Veneto per poi scendere in Emilia Romagna dove ha scalato il Carpegna per rendere omaggio a Pantani. Infine Toscana e l’arrivo, 9 giorni dallo start, a Roma.

Dando uno sguardo al suo sito, cuore, mente, dedizione, passione, impegno, e successo sono le parole che scorrono sopra le immagini che lo ritraggono in sella alla sua bicicletta in giro per il mondo. Gli ingredienti di una vita dedicata allo sport e al misurarsi costantemente con i propri limiti per raggiungere obiettivi per altri impossibili. E per rendere possibile quello che è impossibile serve sempre una cosa prima di tutto, sognare. Credo sia questo che “fa la differenza”, il pensiero oltre i limiti dell’irrealizzabile.

È il suo coach, Fabio Vedana, ad aver detto al Corriere della Sera: “Alleno una persona speciale. Un uomo fragile e semplice, con valori atletici assolutamente nella media e per nulla paragonabile ad un supereroe dello sport. Ciò che lo differenzia da molti è la capacità di sognare in grande, molla decisiva per portare a termine prove tanto estreme”. È così, complimenti Omar.

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