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Le olimpiadi dei sindaci

Di recente ho letto una buona notizia, importante per l’Italia anche per la posizione importante in un contesto europeo. La stampa nazionale non ha dato grande visibilità alla cosa, e per questo mi fa particolarmente piacere parlarne.

Michael Bloomberg, imprenditore e già sindaco di New York, ha messo a frutto la sua esperienza nelle istituzioni locali promuovendo negli scorsi anni quelle che son state definite le Olimpiadi dei Sindaci. Di cosa si tratta? Di un premio, gestito da Bloomberg Philanthropies, per i progetti cittadini che risolvono un problema urbano in maniera innovativa. Sindaci e Amministrazioni partecipano con il patto di rilasciare al pubblico dominio le proprie idee. In questa maniera tutti possono beneficiare non solo delle idee, ma poi anche dell’esperienza di implementazione: è il caso di Chicago con la sua piattaforma software di analisi SmartData, che ha vinto la scorsa edizione americana.

Quest’anno sono Bologna e Firenze a portare il nome dell’Italia nel mondo: entrambe finaliste, potranno vincere a Giugno il premio di 1 o 5 milioni di dollari per realizzare i loro progetti. Bologna, con l’hashtag #Angels4Bologna, vuole attaccare il problema della disoccupazione giovanile con laboratori informali tenuti da imprenditori, educatori, manager di comunità e hacker, ossia informatici con la capacità di risolvere i problemi e mettere in pratica le idee. Un’iniezione di modernità e concretezza che completa bene l’istruzione classica, e che ha già riscosso l’adesione di grandi aziende del territorio locale.

Firenze invece affronta la sfida delle attività di vicinato, con il progetto “La bottega del terzo millennio“. L’idea è di rilanciare il tessuto cittadino al livello della strada, tra l’altro con l’idea ambiziosa di portare commercianti, artigiani e creativi di tutto il mondo a fianco dei fiorentini, per fare della città un centro pulsante di contaminazione ed eccellenza.

La Mayors Challenge è un’idea entusiasmante: in primis come laboratorio di venture philantropy per Michael Bloomberg, dove ibridare modelli ed esperienze di intervento pubblico a scopo sociale. E poi per noi italiani, che abbiamo saputo raccogliere la sfida e stare al pari con metropoli come Londra e Madrid, dimostrando che le piccole città italiane hanno la voglia e le risorse per fare grandi cose.

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