Categories: Arte Contemporanea

LA PITTURA NON È MORTA: MARLENE DUMAS ALLA TATE MODERN

Di tanto in tanto qualcuno sostiene che la pittura sia morta e che nell’arte contemporanea non ci sia più spazio per tele e pennelli, tanto meno nelle gallerie. In fondo accade da molti decenni: c’era chi scommetteva sulla fine della pittura anche ai tempi di Picasso, e c’era anche chi lo sosteneva ancora dopo: ma venne smentito da artisti straordinari come Gerhard Richter o David Hockney, giusto per nominarne un paio. Chi lo afferma oggi invece può essere comodamente smentito da Marlene Dumas, in questo periodo in mostra a Londra, presso la prestigiosa Tate Modern. Ma chi è Marlene Dumas?

Nata nel 1953 in Sud Africa a Città del Capo ad appena ventitré anni si è trasferita in Olanda: ancora oggi vive e lavora ad Amsterdam. Spesso fonte di ispirazione per le sue tele sono fotografie scattate con macchine Polaroid, oppure ritagli di riviste, da cui realizza tele in cui colori cupi si alternano a tonalità fluo, mixati in una tavolozza cromatica estremamente varia. I soggetti? Noi, noi esseri umani, spesso ritratti in maniera da provocare una reazione forte da parte della critica o dei visitatori della galleria o della mostra.

Oggi le opere della Dumas sono contese dai più grandi collezionisti del mondo, come François Pinault, Howard Rachofsky e Don e Mera Rubell, e addirittura per qualche tempo Marlene è stata l’artista donna vivente più quotata al mondo; ma pare che non abbia mai amato questa etichetta. Al contrario ha sempre cercato di evitare di chiudersi nel mondo dell’arte, forse conscia che in alcuni casi può trasformarsi in una gabbia, dorata, ma pur sempre una gabbia.

E per restare in contatto con la vita di tutti i giorni, ha scelto la strada dell’insegnamento: e oggi di certo anche Marlene Dumas avrà capito quello che molti docenti scoprono col tempo, ovvero che si impara molto più dagli studenti, di quanto si possa insegnare loro.

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