Sempre di più la moda è di casa nei musei: Jean Paul Gaultier al Barbican Center di Londra è l’ultima di una lunga serie di mostre itineranti dedicate ai grandi stilisti. Negli ultimi anni sono diventate frequenti le esposizioni, ve ne ho già parlato per il punk e per lo hippie chic. Hussein Chalayan, Valentino, Alexander McQueen, Saint Laurent, Giorgio Armani. Senza dimenticare che nel 2006, anche Benetton Group ha festeggiato i suoi quarant’anni in una delle cattedrali della cultura europee: il Centre Pompidou.
Un riconoscimento importante per la moda, che finalmente da qualche anno è riconosciuta come forma d’arte con piena dignità, come lo è da sempre il design. E’ un cambiamento fondamentale per creazioni uniche, di solito poco accessibili: appaiono per qualche minuto in passerella, e poi solo nei photoshoot dei grandi eventi, indossati dalle celebrità.
Il lavoro del curatore fa rivivere marchi amatissimi con una prospettiva nuova, più ampia e durevole rispetto alla vita effimera dei periodici di settore. E collaborazioni prestigiose come quella di Germano Celant e Robert Wilson per la retrospettiva di Armani, ci mostrano le possibilità espressive che ci può riservare la moda al museo: a metà tra storia dell’arte e teatro, tra high culture e pop.
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