Quando le vedi lì, con la punta verso il cielo, con quei disegni che sembrano tatuati come segni premonitori, sembra di riavvolgere il tempo e tornare all’essenza delle cose.
Le tavole da surf, allineate, diverse, personalizzate, come tante lance di guerrieri del mare, mi fanno sempre questo effetto. Trovo nella loro bellezza qualcosa di tribale, un po’ come questo sport che amo molto. La tavola te la fai come vuoi, te la stringi sotto il braccio, la abbracci contro la spinta delle correnti, la cavalchi sfidando la gravità. È la tua arma per sconfiggere le onde.
Allo stesso tempo tante tavole allineate insieme raccontano di un paesaggio marino particolare, evocano un rituale e un rapporto intenso con la natura. Me lo ha ricordato una recente ‘wave ride’ con mio figlio Tobias.
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