Il Brasile è un’economia da tempo ormai ben più che emergente: ma la “B” dei Paesi BRIC – Brasile, Russia, India e Cina – mostra anche indicatori economici meno stellari rispetto a qualche anno fa. Per il 2015 si stima che PIL potrebbe scendere dell’1,3% – a causa del crollo dei prezzi di molte materie prime, come ferro, petrolio e caffè – mentre la valuta locale, il real, negli ultimi 12 mesi si è deprezzato del 40% nei confronti del dollaro. E soprattutto in vista delle prossime Olimpiadi – in programma nel 2016 a Rio de Janeiro – c’è chi vede il proverbiale bicchiere mezzo vuoto: soprattutto per quel che riguarda le infrastrutture.
The Economist ha preso di petto la questione, raccontando di come il World Economic Forum inserisca il Brasile solo al 120° posto su 144 per la qualità delle infrastrutture per i trasporti. Già, perché il Brasile ha un grosso gap infrastrutturale ed è decisamente poco attrattivo per gli investitori esteri, cui il governo cerca di offrire concessioni per costruire o ampliare strade, porti, aeroporti. Una delle ultime aste infatti – indetta per la costruzione di porti e ferrovie – è andata deserta.
Condizioni poco interessanti e probabilmente poco remunerative per gli investitori internazionali, che hanno scelto per il momento di passare la mano. Alcuni progetti sono comunque grandiosi: come la ferrovia transoceanica per unire Atlantico e Pacifico, in parte finanziata da fondi cinesi, che però potrebbe non venire mai completata in vista di un allargamento del Canale di Panama. Eppure negli ultimi anni il Brasile e i brasiliani hanno moltissimo di cui essere orgogliosi: per esempio il piano “fame zero”, fatto partire ormai più di dieci anni fa, nel 2003, che ha più che dimezzato la popolazione malnutrita del Paese – un dato altissimo nel 2012, il 10,7% – abbassato la mortalità infantile e l’indice di povertà. Dati da tenere bene in mente, più di qualunque fluttuazione del PIL.
Il presidente della Fondazione che ha organizzato i Mondiali di sci: “A volte ci buttiamo…
Per giorni lo si è visto muoversi, da una pista all'altra, indossando la giacca blu…
Il saluto di Alessandro Benetton, presidente della Fondazione che cura l'evento iridato “Vincere questa sfida…
Pur senza spettatori il Mondiale di sci di Cortina è pronto al decollo. Stasera la…
C’è un filo rosso lungo 89 anni che unisce Paula Wiesinger, Celina Seghi e Giuliana…
Alessandro Benetton, presidente di Cortina 2021, racconta. Niente entrate dai biglietti, ma grande collaborazione alcuni…