Berlino è ormai una delle grandi capitali europee della cultura: vivace ma ancora economica, monumentale ma con una vita di quartiere ricca di atmosfere a misura d’uomo. Se volessimo un evento per la consacrazione di Berlino a città d’arte, credo lo avremmo nella mostra dell’artista cinese Ai Weiwei.
Al Martin Gropius Bau, uno dei più importanti spazi espositivi della città, si è aperta da poco la sua esposizione Evidence, una delle maggiori per questo dissidente che è oggi una figura chiave dell’arte contemporanea. Ai Weiwei non ha potuto partecipare di persona: il suo passaporto è da anni nelle mani del Governo, che lo costringe ad uno stato di libertà che è poi una prigionia di fatto. E così, anche il suo nuovo atelier a Berlino è destinato a restare vuoto: simbolo di una Cina che desidera fortemente un contatto con l’Occidente, ad oggi possibile solo con molti limiti.
La mostra è importante per questo: importante la decisione tedesca di dar risalto ad un artista molto politico, preziosa per noi la possibilità di confrontarci con la Cina grazie all’opera di Ai Weiwei. L’argomento è estremamente attuale, e le opere dell’artista ci parlano senza preconcetti, con l’apertura alle interpretazioni possibili che è tipica dell’arte contemporanea.
E così i preziosi vasi della dinastia Han, un tormentone che questa volta Ai Weiwei ha intinto nei colori delle BMW e Mercedes così di moda in Cina. Un sorriso irriverente alla Germania che ospita la sua mostra: cosa ci suggerisce? Una cultura antica che perde valore per correr dietro alla moda del consumismo? E come va letta quest’opera rispetto alla sua “Dropping a Han Dynasty Urn” del 1995, quando si era fotografato nell’atto di lasciar cadere un altro prezioso vaso dell’antichità cinese?
E’ quello che mi piace dell’arte contemporanea: l’artista propone un tema, e le rifrazioni di senso possibili lo rendono vivo e senza un confine preciso.
Il presidente della Fondazione che ha organizzato i Mondiali di sci: “A volte ci buttiamo…
Per giorni lo si è visto muoversi, da una pista all'altra, indossando la giacca blu…
Il saluto di Alessandro Benetton, presidente della Fondazione che cura l'evento iridato “Vincere questa sfida…
Pur senza spettatori il Mondiale di sci di Cortina è pronto al decollo. Stasera la…
C’è un filo rosso lungo 89 anni che unisce Paula Wiesinger, Celina Seghi e Giuliana…
Alessandro Benetton, presidente di Cortina 2021, racconta. Niente entrate dai biglietti, ma grande collaborazione alcuni…