November 25, 2011

Se la scuola e l’impresa si parlano

Economia

Il governo cinese ha recentemente deciso di prendere di petto il problema della disoccupazione giovanile: se per due anni consecutivi il 60% dei laureati in un certo corso non avrà trovato lavoro, il corso di laurea verrà automaticamente tagliato. La scelta, che può apparire molto pragmatica, è stata in realtà molto criticata perché rischia di penalizzare discipline che non sono ancora rappresentate dalla domanda di mercato, ma che sono critiche per il futuro del paese. Potenziali innovatori potrebbero abbandonare strade che sono impervie ma in grado di condurre lontano, o emigrare altrove per poterle percorrere.

Di certo, la notizia richiama un tema vero, quello del cosiddetto “gap scuola-lavoro”, cioè la difficoltà di trovare lavoro. Per il nostro paese, i dati parlano chiaro: l’ultimo rapporto Almalaurea, relativo ai laureati del 2009, rivela che il tasso di disoccupazione a un anno dalla laurea si aggira intorno al 17%. È un numero molto alto, soprattutto alla luce degli investimenti economici compiuti dalle famiglie di questi studenti negli anni precedenti. Le cause sono molteplici, e l’attuale congiuntura economica gioca un ruolo importante.

Parlando dal punto di vista di chi lavora in azienda, credo si dovrebbe favorire un maggior numero di momenti in cui a studenti e futuri datori di lavoro viene concessa l’opportunità di interagire, affinché le competenze sviluppate sui banchi dell’università siano il più possibile allineate a quelle richieste sul mercato.

Tirocini brevi ma intensi, lezioni da parte di manager, ogni opportunità di dialogo dovrebbe comparire fin da subito nei programmi universitari, e non rimanere esclusivo appannaggio di MBA e altri corsi più naturalmente orientati al mondo delle imprese. E lo scambio dovrebbe essere biunivoco: la scuola deve ascoltare l’impresa, certo, e viceversa. Il tempo dedicato ai libri non sarà mai troppo poco, ma studiare tenendo aperta una finestra sul mondo del lavoro aiuterebbe i nostri futuri laureati.

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