March 8, 2012

Salvate la cultura umanistica

Filosofia

Salvate la cultura umanistica - Il blog di Alessandro Benetton

Torno sul tema dell’istruzione, di cui ho già parlato in un altro post e di cui riparlerò senz’altro: è uno dei miei argomenti preferiti, poiché riguarda il futuro dei giovani e, quindi, della nostra società.

Oggi vorrei proporre un punto di vista diverso da quello, che mi è più familiare, del rapporto fra scuola e impresa, ma non per questo meno interessante. È quello sostenuto dalla filosofa americana Martha Nussbaum, in un libro uscito in Italia non molto tempo fa, intitolato Non per profitto. Il sottotitolo del libro dice già molto: “Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica”.

Mentre di solito si discute dell’istruzione scolastica e universitaria in relazione al mercato del lavoro e alle prospettive occupazionali (in Italia, un problema serissimo), Martha Nussbaum affronta la questione da un’altra prospettiva, per certi versi opposta.

La filosofa americana si interroga sulla crisi del sistema dell’istruzione e la riconduce alla tendenza, molto diffusa su scala globale, a privilegiare una formazione di tipo tecnico, funzionale al sistema economico, a discapito però della cultura umanistica – letteraria, artistica, filosofica –, vittima di continui tagli economici e di una silenziosa emarginazione.

Il rischio, sostiene la Nussbaum, non è soltanto la scomparsa di una tradizione che deve essere salvaguardata, ma anche e soprattutto l’indebolimento di alcune abilità dal cui esercizio dipende la buona salute delle nostre società democratiche: la capacità di formulare ragionamenti e di elaborare argomentazioni pubblicamente discutibili, una spiccata sensibilità morale nei confronti degli altri, l’immaginazione coltivata attraverso la letteratura e le arti. Insomma, tutto quello che, al di là delle nostre specifiche competenze professionali, fa di noi dei cittadini maturi, capaci di vivere responsabilmente all’interno di un mondo sempre più complesso e sfuggente.

 

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2 Responses to “Salvate la cultura umanistica”

  1. Federico Fuxa says:

    Indubbiamente, Il mondo occidentale moderno sta creando una sorta di dicotomia tra culture: quella cosî detta classica e quella scientifica, la quale a sua volta sta assumendo i contorni di una cultura tecnica, nel senso etimologico di “capace di fare”.
    Dico creazione del mondo coevo perchè prima la cultura era un tutt’uno armonioso, persino inscindibile dalla persona. E la prova del nove alle teorie della Nussbaum, che peraltro non conosco, ma che, così come riassunte nel post, sono condivisibili, è che i migliori matematici e scienziati sono stati e sono filosofi. Il filosofo Aristotele fa nascere la scienza occidentale. Partendo da considerazioni speculative, perviene ad osservare il reale, per arrivare a nuove considerazioni partendo da esso. Non è altro che la curiosità che muove il mondo da sempre, unita a quella straordinaria e misteriosa capacitá di astrarre che eleva l’uomo rispetto a qualunque altro essere vivente.
    I Sepolcri sintetizzano solennemente questa alta e unica capacitá, quando il Foscolo ripercorre il significato della sepoltura. Parimenti, fanno venire i brividi le incisioni rupestri che raffigurano riti di sepoltura e adorazioni dei defunti, perchè testimoniano che fin dalla sua nascita l’uomo ha avuto la capacitá di astrarre, immaginando l’aldilá, un altro mondo oltre a quello che vedeva e toccava.
    Capacitá di immaginare e capacitá di analizzare il reale si intrecciano vicendevolmente e creano continuamente la conoscenza. La cosa interessante è che, come in un processo osmotico, talvolta l’intuizione porta a nuove scoperte, talaltra nuove scoperte portano a nuove intuizioni, le quali a loro volta porteranno a nuove scoperte, in un processo infinito. Non occorre andare lontani: la recente scopeta del bosone di higgs nasce da questo. Da una teorizzazione si è arrivati a darvi concretezza. Ora che vi si è data concretezza, nasceranno sicuramente nuove teorie.
    La Nussbaum va oltre, riconoscendo alla cultura umanistica la capacitá di conferire una certa sensibilitá morale. Può essere, dal momento che affinare il pensiero, la riflessione, il ragionamento , l’amore per l’arte non puó che aiutare ogni individuo a coltivare la prorpia sensibilitá.
    Personalmente, sono convinto che l’apertura agli altri sia essenzialmente questione di carattere, di sensibilitá innata, di propria esperienza di vita, tanto è vero che, anche nella Chiesa, tra le figure di Santi non vi è equazione tra il livello di cultura e quello di amore verso il prossimo. Tuttavia, il ragionamento della Nussbaum potrebbe giovare, ad es., ai temi, attualissimi, dell’equità sociale, da ritrovare, e dell’attenzione all’ambiente, da rinforzare. Inserire programmi di vera educazione sociale ed ambientale (come perlatro ho notato nella scuola, ad es, di mio figlio) potrebbe affinare le persone e creare una generazione più attenta, a tutt i livelli, nella classe dirigenziale, imprenditoriale, politica , perchè la vera sfida del futuro è quella di produrre ricchezza e, quindi, qualitá della vita, senza accrescere le tensioni sociali e nel rispetto dell’ambiente

  2. cristina says:

    la cultura umanistica è formativa delle menti, crea persone con opinioni proprie, indipendenti, forse pericolose…

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