January 27, 2015

La foresta salvata dai droni

Economia

I droni, velivoli senza pilota, non hanno una buona fama. Oggi però voglio raccontarvi di come possano diventare uno strumento positivo, utile per salvare una foresta tropicale. Il merito è di Digital Democracy, un’organizzazione che si occupa di aiutare le comunità che vivono nelle aree difficili del pianeta, istruendole a utilizzare le nuove tecnologie digitali. In Guyana Digital Democracy ha istruito il popolo indigeno dei Wapichana prima a costruirsi un drone, poi a pilotarlo e utilizzarlo per avere mappe del loro territorio e monitorare il disboscamento.

Per i Wapichana monitorare un territorio di milioni di acri era fisicamente impossibile: un territorio ricco di foreste pluviali ad altissimo rischio di disboscamento illegale. Con un drone a disposizione però le cose cambiano. Sì, perché a un drone si può collegare una telecamera – in questo caso donata da GoPro – e con quella telecamera ottenere immagini dall’alto del territorio. E poi? Passare quelle immagini tramite un software gratuito e trasformarle in una carta geografica in 3D e monitare periodamente gli eventuali cambiamenti.

Vi sembra complicato? Non lo è. Basta leggere il racconto dell’impresa fatto da Gregor MacLennan – program director di DD – sul blog di Digital Democracy, dove racconta tutto, dal drone costruito e riparato con materiali di recupero, ai software utilizzati, tutti all’insegna dell’open source per comprimere i costi. Il racconto di Gregor sembra dirci una sola cosa: che niente è impossibile: basta volerlo.

Economia.

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