June 7, 2016

La fattoria urbana più grande d’Europa

Economia

Ora gli olandesi lo fanno anche sul tetto di un enorme parallelepipedo di 7 piani: crescono verdura e insalata. Riforniranno 900 famiglie.

E’ così che quel palazzo tutto mattoni e vetro anni 50, dove aveva sede la Philips, è oggi la più grande fattoria urbana d’Europa.

Sono 1200 metri quadri di rapanelli, pomodori e insalatine che germogliano sotto il cielo de L’Aja, 50 tonnellate di verdure all’anno che crescono sul tetto. Nel piano sotto, guizzano i pesci dell’allevamento ittico. Sono tilapie. Il ciclo funziona così: le piante non crescono nella terra, ma vengono coltivate in acqua. Assorbendo i nitrati derivati dagli escrementi dei pesci contribuiscono alla purificazione delle acque delle vasche dell’allevamento.

Nei piani sottostanti, i prodotti vengono commercializzati, si tengono corsi e si fa educazione alimentare. La municipalità de L’Aja emise nel 2013 un bando per lo sfruttamento e la valorizzazione dell’edificio progettato dall’architetto modernista Dirk Roosenburg. UrbanFarmer UV si aggiudicò l’affitto dei locali con il progetto di agricoltura urbana che punta ad approvvigionare non solo famiglie, ma anche ristoranti e la distribuzione al dettaglio. Così dove un tempo si costruivano televisori e telefoni, oggi si produce insalata.

In Olanda quasi il 18% degli edifici industriali sono sfitti o abbandonati. La media europea è intorno al 10%, ma le stime sullo sfitto ad uso uffici sono al rialzo affermano analisti sul The Guardian. Si tratta spesso di edifici un tempo luccicanti centri direzionali o fabbriche laboriose vicine al centro delle città. Ora potrebbero trovare almeno sul tetto una nuova vocazione. La fattoria urbana, complice la fine di un certo tipo di industria, in molti paesi sviluppati, riconcilia quello che atavicamente è stato sempre considerato quasi un ossimoro: coltivare in città. Spuntano fattorie urbane a Londra e Berlino, NewYork.

A Seattle hanno convertito un’area verde in un grande orto a disposizione dei cittadini, a Londra enormi container sono stati convertiti in fattorie semovibili, a Tokio il Pasona Group cresce frutta e verdura all’interno degli spazi aziendali, sale riunioni e uffici, che poi vengono raccolte e utilizzate nella mensa aziendale. Concilia il senso di appartenenza dicono.

Certo è che se in Europa la fattoria urbana risponde anche ad un trend commerciale che fa leva sul desiderio di un alimentazione più sana e sostenibile, in paesi come il Qatar, lo Yemen o metropoli come Singapore e Hong Kong, che importano il 90% del proprio fabbisogno alimentare dall’estero, la fattoria urbana potrebbe essere una risposta più efficiente alla domanda alimentare di molti paesi nel mondo.

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