September 15, 2017

La città senz’auto

Economia

Ecco la buona notizia: su cento auto, solo il 5% di queste vanno ad alimentare il traffico.  Le altre sono ferme, parcheggiate. Quindi ecco subito la cattiva notizia. Se il 95% delle auto è parcheggiata, la stragrande maggioranza occupa generalmente suolo pubblico. Se consideriamo che una macchina per essere parcheggiata in una qualsiasi città europea occupa mediamente circa 12 metri quadri (forse in alcune città italiane molto meno!), vuol dire che le nostre città sono nient’altro che un reticolo di parcheggi e di auto ferme in sosta. In Cina, per esempio, la guerra per il posteggio in alcune città si è fatta così brutale che le persone parcheggiano letteralmente ovunque. In alcune città i proprietari di automobili arrivano addirittura a installare delle barriere metalliche intorno al parcheggio e chiuderle con un lucchetto, altri costringono parenti a sedersi per tenere il posto. I parcheggi a pagamento restano un business molto lucrativo.

Nei Paesi occidentali la politica di garantire lo spazio auto in numero funzionale ai nuovi appartamenti costruiti, ha fatto sì che le automobili occupassero gli spazi urbani a scapito di pedoni, ciclisti, alberi e… in generale della qualità della vita. Vige insomma l’idea che la possibilità di parcheggiare debba essere sempre e in qualche modo garantita. Ma questo non è privo di costi, nemmeno quando il parcheggio è gratis. È intuitivo per esempio che un appartamento in un condominio col garage o il posto auto, costerà di più di uno senza. Secondo l’Economist questo costo in più si propaga agli edifici limitrofi: cinema, ristoranti e negozi saranno più cari. E questo delta in più, generato dalla necessità di offrire il posto auto, si propaga anche su chi in effetti non guida. Garantire un parcheggio, magari gratis, a tutti ha un costo sull’intera comunità urbana. Sarà per esempio più costoso convertire edifici da uffici in residenziali. Per questo alcune città come San Francisco, ma anche molti centri italiani, hanno cominciato ad abbandonare l’idea che il parcheggio sia un diritto acquisito del residente. La politica dei parcheggi a pagamento determina veramente il numero di macchine presenti in una città e dunque anche il livello di traffico. E si scopre che senza parcheggio, molti finiscono per scoprire che dell’auto non ce n’è poi così bisogno.

Ma che succederà quando il parco auto verrà sostituito gradualmente da veicoli a guida autonoma?

L’Economist suggerisce che proprio questa diffusione dei parcheggi ridurrà i tempi di diffusione delle auto a guida artificiale. Intanto io chiudo gli occhi e penso a quanto sarebbero più belle le nostre piazze e le nostre strade, senza auto ferme in sosta. Ci arriveremo. Tenetemi il posto.

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