February 21, 2012

Italia: un paese di giovani imprenditori

Economia

Italia: un paese di giovani imprenditori - Il blog di Alessandro Benetton

Nella prima fase della mia vita imprenditoriale mi sono dedicato molto al mondo delle start-up e in generale delle piccole e medie imprese con un potenziale di crescita.

Ho bene in mente la straordinaria energia di quei momenti e questa passione non è affatto svanita, anzi. Per questo mi ha molto colpito, in positivo, una notizia apparsa di recente sui giornali: nel primo trimestre del 2012 per la prima volta in Italia ci saranno più ventenni che aprono un’impresa di quanti troveranno un posto di lavoro tradizionale.

Significa, allora, che tra i giovani ci sono eccome le idee, le competenze, la curiosità, la velocità nel reagire, l’apertura al mondo, il coraggio.

Un cambiamento di prospettiva epocale: non più solo cercare lavoro ma, come prima scelta, creare lavoro. Soprattutto, realizzare una propria e originale idea, affrontare il rischio dei mercati e il confronto competitivo. Mi sento estremamente in sintonia con questi ragazzi. Ne riparleremo presto.

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3 Responses to “Italia: un paese di giovani imprenditori”

  1. Complimenti, Massimo, per la tenacia con la quale insegue il suo progetto imprenditoriale, impegno che lei dimostra di condurre con coraggio e con i piedi piantati in terra, nonostante le difficoltà ambientali che ben descrive, che tanti altri conoscono per esperienza diretta e che molti, ancora, si ostinano a non voler vedere.
    Mentre fa piacere constatare che un grande imprenditore come il signor Alessandro riconosca la straordinaria energia che scaturisce dall’esperienza della piccola impresa, specie allo stato nascente, è amaro constatare come dalle colonne di stampa anche influente si pretenda di indicare la non idoneità al ruolo come una causa molto rilevante (uno su due) del fallimento o, addirittura, del suicidio di tanti imprenditori. Dalle stesse fonti si pretende che molti degli stessi avrebbero più volentieri aspirato ad apporre timbri in un ufficio postale o in una grande azienda.
    Ecco perché, invece, chi crede nell’utilità, per il nostro Paese, di riaffermare una mentalità imprenditoriale o, comunque, orientata al lavoro autonomo ed all’assunzione di responsabilità personali, è bene lo faccia sapere ad alta voce e con l’orgoglio di essere nel giusto.

  2. Sabrina says:

    Salve, sono Sabrina, ho 21 anni e sono all’ultimo anno di economia e gestione aziendale all’Università Cattolica di Milano.

    A dir la verità sono capitata un po’ per caso nel suo blog, ma mi ha colpito particolarmente questo suo articolo, che a parer mio rispecchia una grande e vera realtà che purtroppo in Italia non è ancora ben visibile.

    Proprio nel Gennaio 2012 io e altri quattro amici frequentanti la stessa università, abbiamo dato vita ad un progetto che all’inizio pensavamo fosse al di fuori della nostra portata, ma che alla fine stiamo conducendo con un inaspettato successo: abbiamo fondato una Junior Enterprise.

    JECatt (questo è il nome) è una associazione no-profit non riconosciuta e si occupa di facilitare l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro, offrendo loro l’opportunità di mettere in pratica quello che studiano. Offre ai suoi soci studenti la possibilità di svolgere progetti di vario genere con aziende clienti già durante il percorso universitario, permettendo loro di implementare le proprie competenze e quindi integrare e completare la preparazione teorica universitaria.
    JECatt offre servizi di consulenza ad aziende, enti ed istituzioni, mettendo a disposizione la professionalità di studenti con motivazione e voglia di imparare. I clienti e le aziende che si rivolgono a JECatt commissionano interessanti progetti come analisi di mercato, strategie di marketing, di comunicazione, realizzazione di eventi e molto altro.

    E’ indescrivibile la sensazione che si prova portando avanti un progetto del genere, vedere la propria associazione che mese dopo mese cresce a livello di competenza, cultura, motivazione. Tutto ciò conciliando studio e lavoro.

    In Italia esistono circa una decina di Junior Enterprise come la nostra, con molti giovani motivati a re-inventarsi e a re-inventare, che vogliono cambiare le cose, o per lo meno ci provano, e non aspettano che il lavoro “piova dal cielo”.

    E’ sempre bello leggere articoli su internet e vedere che, qualche volta, qualcuno ha una buona considerazione di noi, “i giovani”.

  3. Massimo says:

    Buonasera Sig. Alessandro e mi complimento per l’articolo e per la sua capacità imprenditoriale e manageriale. Sono Massimo ed ho 28 anni, 8 anni di esperienza commerciale nel settore arredamento e lavorazione del marmo.
    Ha ragione nel 2012 sempre più giovani stanno decidendo o hanno già avviato una nuova iniziativa imprenditoriale, purtroppo, e lo sto vivendo sulla mia pelle, poter iniziare una propria attività non avendo dei capitali propri, o della propria famiglia è pressochè impossibile.
    Ho avviato una piccola partita Iva ad aprile del 2012 inserendomi nel settore del commercio elettronico di telefonia e di orologeria di lusso in modalità dropshipping. Beh, le dico, nei primi 3 mesi ho ottenuto anche dei buoni risultati, ma purtroppo, per via della pressione fiscale alla quale ho subito dovuto far fronte, dopo il 3° mese ho dovuto chiudere la partita Iva. Ora, avendo 10 anni di esperienza nel settore commerciale di imprese lapidee, ho deciso di avviare una mia marmeria. Ho iniziato nel chiedere informazioni generiche presso i più svariati istituti di credito italiani (perche di fondi agevolati purtroppo per la regione Lazio non si ha la possibilità di rientrare nella territorialità (parola del mio commercialista).
    Decantano su tutti i siti delle più importanti organizzazioni bancarie fondi per le startup, ma alla fine della fiera, (oggi ho ricevuto l’ennesima telefonata), comunicano direttamente che al momento la loro banca è restia nel finanziare imprese startup se non si hanno degli immobili o disponibilità finanziarie.
    Allora la domanda che nasce nella mia testa è una:
    Se io, giovane imprenditore, ho delle disponibilità finanziarie che mi permettano di far fronte al finanziamento bancario, Perchè mai dovrei chiederlo un finanziamento in banca?!

    Non è tutto oro quello che luccica, purtroppo la mia generazione è figlia di molti errori commessi nel passato, ma sinceramente non mi dò per vinto. Io Amo l’Italia, voglio vedere il mio paese risorgere, e magari essere uno di quelli che si è rimboccato le maniche ed ha iniziato a produrre, che ha iniziato a darsi da fare. Perche se tutti i giovani iniziano a svegliarsi dal letargo in cui sono caduti le cose andrebbero molto meglio, e di sicuro il SISTEMA ITALIA potrebbe funzionare!
    Mi scuso per essermi permesso di sfogarmi sul suo Blog.

    Grazie per l’attenzione
    Massimo

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