September 10, 2012

Il Rinascimento italiano in mostra a Pechino

Arte Contemporanea

Il Rinascimento italiano in mostra a Pechino - Il blog di Alessandro Benetton

È stata inaugurata qualche settimana fa a Pechino una mostra sul Rinascimento italiano. Per alcuni mesi, opere di Raffaello, Michelangelo, Botticelli e Brunelleschi incanteranno i visitatori cinesi, che avranno così l’occasione di conoscere da vicino un importantissimo pezzo di storia dell’arte italiana.

La mostra è il primo evento ospitato all’interno di Spazio Italia, una nuova area espositiva permanente dedicata al nostro paese nel Museo Nazionale della Cina di piazza Tienanmen, il più grande e visitato museo del mondo.

Non vorrei essere ripetitivo, ma credo che tutto ciò non faccia che confermare quanto ho già scritto qui: l’Italia vanta un patrimonio artistico e culturale praticamente inesauribile. E la valorizzazione di questo immenso giacimento non è una delle tante opzioni possibili ma – specie in un momento di crisi come questo – una strada obbligata. Al seguito dell’arte e della cultura, tutte le nostre competenze, che sono numerose e spesso eccellenti, possono conquistare (pacificamente) il mondo e riportarci a essere un paese leader.

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3 Responses to “Il Rinascimento italiano in mostra a Pechino”

  1. Nome cecilia says:

    Vero la cultura e l’arte può essere un aiuto solo chi ha il dono o le possibilità di incoraggiarla ma in Italia non è così.
    mi dispiace di questo e faccio fatica a fare comprendere le mie iniziative che sono di aiuto alla categoria dei creativi.
    spero di arrivare a fare qualcosa per la collettività del settore delle arti figurative.
    un saluto
    martinelli-art
    Cecilia

  2. Nome Barbara Tosi says:

    Il tuo commento
    Non c’è dubbio che il nostro patrimonio sia quello che è e che le nostre risorse siano molto più potenti di quello che appaiono. Non saranno certo quattro lestofanti ladri di polli che ci fanno fare spesso figure internazionalmente pessime a mettere in ginocchio un paese che per cultura è leader nel dna. Valorizzare tutto quello che è speciale e spesso ancora ignorato nel nostro paese è una strada obbligata e necessaria.
    Sono un professore dell’Accademia di Belle Arti di Roma con un esperienza più che trentennale, ho insegnato a Brera e per venti anni a Firenze. Anche le Istituzioni, che a volte sono tenute malamente o con grande fatica, ma con entusiasmo, come spesso accade all’interno della formazione, devono unirsi a persone illuminate ed interessate alla cultura come gli industriali che hanno un modello culturale alla Olivetti anni 60.

  3. Patrizia says:

    C’e’ sempre nel suo pensiero il desiderio che l’Italia risalga la china dopo la tempesta che l’ha fatta affondare, come un bel veliero che affonda nei flutti della crisi economica e politica attuale. Mi rallegra il suo ottimismo ma non vedo i germi di questa rinascita, purtroppo.

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