April 23, 2013

Il PIL? Meglio il BES

Economia

Il PIL? Meglio il BES

Ogni comunità, paese, società, aspira al massimo benessere per i suoi membri. Tuttavia, come mi è già capitato di menzionare in passato, il concetto di “benessere” è tutt’altro che semplice da descrivere. Gli economisti hanno trovato una parziale risposta nel Prodotto interno lordo, il valore totale dei beni e servizi prodotti all’interno di un paese. Ma, come in molti sostengono, il Pil non è necessariamente “misura di tutte le cose”.

Negli ultimi vent’anni sono state elaborate numerose alternative che pongono l’accento su temi a me cari, come la sostenibilità. Un recente esempio di successo viene dall’Italia e si chiama Bes (Benessere equo e sostenibile), un indice elaborato da Istat e Cnel, che tiene conto di molte dimensioni, tra cui la salute, l’ambiente, l’istruzione e la formazione.

Si tratta di uno sforzo tutto italiano per liberarci dalla “dittatura” del Pil – un indice comunque indispensabile –, e che va ad aggiungersi ad altri indicatori già sperimentati e “rispettati” a livello internazionale, come il Gpi, (Genuine progress indicator), l’Index of sustainable economic welfare o l’Happy planet index.

L’idea che li accomuna, e che continuo a sposare con convinzione, è che esistano diversi tipi di crescita: quella verso cui dobbiamo orientarci non è ottenuta salendo sulle spalle dei nostri figli e affossandone le prospettive, ma ponendo le basi perché vivano un futuro soddisfacente almeno quanto il nostro presente.

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2 Responses to “Il PIL? Meglio il BES”

  1. Salvo Arnone says:

    manco a farlo a posta sono un assistente sociale specialista di Napoli e lavoro per Fondazione Banco di Napoli Assistenza Infanzia, ente pubblico autonomo in piena trasformazione, puoi approfondire se vuoi, sarebbe complicato parlarne qui, sono in totale sintonia con l’Alberta Leone, ho un figlio di 18 anni appassionato di musica classica, un giovane intellettuale promettente, dovrà lasciare il Paese per inseguire il suo sogno di compositore e direttore d’orchestra. Seguo tanti adolescenti volenterosi “senza futuro”.., tanti a 16 anni suonati non hanno mai visto il mare di questa città.., sembra assurdo, non sanno neanche nuotare e, provenendo da nuclei familiari assai svantaggiati, sguazzando nella sottocultura, hanno come unica prospettiva quella di ingrossare l’esercito della camorra, volenti o nolenti..! Guardando la Bignardi, qualche sera fa.., ho potuto conoscerti e mi sono chiesto se potremmo avviare percorsi virtuosi di formazione professionale di questi giovani presso le tue numerose e splendide Aziende. Complimeti per il sito, per la famiglia e per la tua vita in genere.., così ricca di esperienze. Continuo a lottare giorno per giorno, qui siamo in frontiera.., se puoi.., dacci una mano!

  2. NomeAlberta Leone says:

    Facciamo qualcosa per il futuro dei ns figli! qui a Napoli il rispetto per l’ambiente, la sicurezza, il lavoro sono un disastro! solo una piccola parte di persone ha la cognizione e la volontà e si muove a fatica in tal senso, con totale assenza delle istituzioni, anzi con le istituzioni che molto spesso sono le prime a gestire in modo vergognoso!! I giovani sono il futuro!Stanno andando via tutti quelli che possono, nn al nord ma all’estero, Napoli diventerà una città di vecchi, camorristi e collusi!!

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