November 24, 2016

Il Getty Center a Los Angeles

Arte Contemporanea

Quest’estate ho fatto una tappa a Los Angeles e ho visitato quello che posso definire uno dei musei più belli mai visti, il Getty. Un luogo incantato e meraviglioso davvero, un dono lasciato dal filantropo J. Paul Getty, magnate del petrolio e grandissimo collezionista d’arte. Nel 1954 Getty decise di aprire il J. Paul Getty Museum, ospitato inizialmente in una parte della sua villa di Malibù. Ma la collezione era troppo vasta per la villa, così venne aggiunta una seconda sede, quella che vide la luce nel 1997, il Getty Center.

Il Getty Center è una sorta di candida cittadella arroccata su un colle, una serie di edifici, dalle forme squadrate, magistralmente combinati tra loro e attraversati da gallerie popolate di capolavori di arte moderna. Il complesso è stato progettato dall’architetto Richard Meier (lo stesso che a soli 49 anni diventò il più giovane architetto ad aver mai vinto il Pritzker Prize), che ha mixato superfici bianche e lisce tipiche del suo stile con materiali più tradizionali, anche del travertino, estratto da una cava vicino a Roma. La collezione è vastissima: vi sono infatti raccolte opere provenienti da Europa e America del Nord, dal Medioevo ad oggi.

E poi… il Getty si rivela ancora più speciale per il suo giardino esterno; cortili, fontane, sculture e il grande Central Garden, una vera e propria opera d’arte creata da Robert Irwin, una delle figure più importanti in America degli ultimi trent’anni, osservatore instancabile dei fenomeni percettivi relativi a luce, volume e spazio, pioniere del movimento californiano Light and Space e della Conditional Art.

Sul pavimento della piazza del giardino si legge, scolpita a terra, una frase dello stesso Irwin: “Always changing, never twice the same”, ed è per questo che nel corso dei mesi, e degli anni, il giardino del Getty muta continuamente il suo aspetto, sulla base di come le piante crescono, di come vengono potate e dei nuovi impianti che vengono installati. Un giardino vivo, in continua evoluzione, con un cuore pulsante e unico: un laghetto su cui galleggia un labirinto di azalee… imperdibile.

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