March 26, 2015

IL CALO DEL PETROLIO E LO SVILUPPO DELLE RINNOVABILI

Economia

È sotto gli occhi di tutti come il calo del petrolio abbia influito sui prezzi di beni e servizi: uno su tutti – al quale magari facciamo attenzione più di frequente – è il pieno di carburante alle nostre vetture. Ma c’è anche chi si preoccupa di questo calo, temendo che possa danneggiare la crescita delle rinnovabili. Certo, perché se l’energia tradizionale degli idrocarburi torna a essere conveniente rispetto all’energia verde, perché investire nelle rinnovabili? Per chi ha buona memoria di tratta di un déjà vu: un momento di congiuntura che ricorda quello attuale si era infatti verificato anche nei primi anni ottanta.

Oggi fortunatamente le condizioni sono diverse: perché già sul finire degli anni settanta le rinnovabili – eolico e solare, soprattutto – erano una realtà interessante, e in molti scommettevano che la rivoluzione dell’energia verde fosse dietro l’angolo. Purtroppo però i tempi non erano ancora maturi per una diffusione di massa di quelle tecnologie, che rallentò ulteriormente anche per il calo del prezzo del petrolio: in quel caso i combustibili fossili erano ancora più convenienti di oggi, visti i costi delle tecnologie rinnovabili, ancora “immaturi” per il mercato. Ora però, ed è almeno dall’inizio di questo secolo, le cose sono cambiate. Prima di tutto per la presa di coscienza globale di un fenomeno come il global warming, che ha messo i potenti del pianeta in condizione di dover prendere una posizione netta e chiara: per esempio l’Unione Europea ha come obiettivo ridurre dell’80% le emissioni di anidride carbonica da qui al 2050.

Ma che cos’è cambiato oltre a questo dagli anni ottanta a oggi? Per prima cosa le rinnovabili non competono più direttamente con il petrolio, almeno per quel che riguarda la produzione di energia negli Stati Uniti. Oggi il petrolio – sempre negli Stati Uniti – è utilizzato soprattutto per riscaldare le case o per raffinare carburanti, almeno secondo quel che dichiara l’EPA, mentre solare ed eolico sono lontani da quei settori, non sono in concorrenza. Oltre a questo, quel che conta a livello economico, è il costo di produzione delle rinnovabili rispetto al costo di produzione delle energie tradizionali.

Gli analisti che si occupano di questi settori spiegano infatti che le energie rinnovabili seguono andamenti di prezzo più simili a quelli di una tecnologia che a quelli di una fonte energetica. E nel settore della tecnologia i costi tendono generalmente a scendere, mentre i combustibili fossili vengono estratti, e nell’industria estrattiva i costi tendono quasi sempre a salire. Pensate solo a questo dato: creare un kilowatt di energia solare oggi costa l’1% di quanto costava nel 1977. La strada è tracciata, non si torna più indietro.

Economia.

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