February 10, 2012

I nuovi giganti economici, fra Stato e Borsa

Economia

I nuovi giganti economici fra Stato e Borsa - il blog di Alessandro Benetton

Ho letto che la divisione online del People’s Daily, l’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese, verrà presto quotata in Borsa a Shangai.

Per quanto apparentemente contradditoria (Partito Comunista e Borsa), la notizia non è assurda: anzi, è coerente con una traiettoria di sviluppo che molti dei Paesi che una volta chiamavamo Emergenti e che ora faremmo meglio a chiamare Emersi sembrano seguire. In pratica, i governi di Paesi come Cina e Brasile sembrano avere chiaro in mente un modello che prevede la sinergia di Stato e mercato: il ruolo della politica nel promuovere attivamente la crescita economica è enorme; allo stesso tempo, la globalizzazione è vissuta come un’opportunità più che come una minaccia e si contano sempre di più imprese che sono a un tempo controllate dallo Stato e quotate sul mercato azionario.

Basti pensare che tra le dieci imprese quotate più grandi per fatturato in tutto il mondo, ben quattro sono controllate dallo Stato di riferimento.

Ci sono molti interrogativi intorno a questo modello di sviluppo. Quelli di carattere prettamente economico riguardano la compatibilità tra Stato e mercato in fasi diverse dalle attuali. Per esempio, cosa succederà quando la Cina avrà cessato di ripercorrere i passi dei cosiddetti Paesi sviluppati e dovrà preoccuparsi di creare innovazione? È questo modello dotato della flessibilità necessaria a sopportare momenti di crisi come quello che sta vivendo l’Occidente? Sono domande cui è difficile rispondere, ma su cui vale certamente la pena interrogarsi, perché saranno sempre più attuali.

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