November 17, 2016

I figli che il mondo desidera

Economia

Quante volte lo abbiamo letto e ascoltato. Siamo sempre meno a fare figli, la popolazione invecchia e il patto generazionale traballa. Facciamo figli troppo tardi e ne facciamo troppo pochi.

Va bene, lo sappiamo. Quello che emerge da una nuova ricerca condotta su 19 Paesi in tutti i continenti è che sempre più spesso facciamo meno figli di quanti ne vorremmo. Cioè i figli si desiderano, ma non arrivano, non si fanno. In più della metà dei Paesi coinvolti si fanno meno figli di quelli che si vorrebbero.  Se in Russia, in Grecia e in Spagna la famiglia ideale è rispettivamente di 2.3, 2.6 e 2.4, la media demografica italiana è di 1.7. Ben al di sotto delle aspettative.

Anche in alcuni Paesi africani, come la Nigeria, abituati a fare molti figli e a coinvolgere i bambini fin da piccoli nelle attività lavorative per il sostentamento di tutta la famiglia, la demografia deve fare i conti con i processi di urbanizzazione, con quei cambiamenti macroeconomici da cui arriva la spinta alla riduzione della prole: le famiglie devono modificare le proprie attività economiche e adottare modelli differenti.  Se sette figli in un mondo rurale sono un capitale, in un contesto urbano diventano un problema economico quando le famiglie sono costrette a lasciare le campagne.

La pianificazione famigliare non è più un problema di accesso a sistemi affidabili di contraccezione come negli anni ‘60. Oggi l’uso di anticoncezionali è diffuso in tutto il mondo, ha superato lo stigma sociale e religioso in gran parte dei Paesi. Non è più un tabù. No.  Al contrario. Quado si parla di pianificazione famigliare oggi, s’intende come risolvere il problema di riempire le culle, di fare i figli che si desiderano, non di evitare gravidanze indesiderate come un tempo. Il problema dell’accesso alla contraccezione è oggi sostituito da quello dell’infertilità. In tutti i Paesi e continenti spuntano cliniche per aiutare le coppie ad avere figli. Non riuscire ad averli è causa di disagio e depressione. All’infertilità si accompagna l’impossibilità di immaginarsi un futuro migliore. Non fare abbastanza figli, non farne quanti se ne vorrebbero, è un problema principalmente economico e psicologico.

La prolungata crisi, in Paesi come la Grecia, per esempio, ha minato in profondità la fiducia nel futuro e le giovani coppie temono di non poter sostenere i costi necessari all’accudimento ed educazione di un figlio. Specie se poi la prospettiva per il futuro è che questo sia a carico della famiglia oltre i trent’anni. Un problema che accomuna tutti i continenti. Stupisce notare che il numero di figli desiderato nei più grandi Paesi asiatici sia diventato inferiore a quello previsto nel modello famigliare europeo, nonostante la fine della politica del figlio unico in Cina. Tradotto, vuol dire che in India si dovrà presto fare i conti con le culle vuote.  Ma la buona notizia è che i figli, nonostante tutto, continuiamo a desiderarli e con essi un futuro migliore.

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