November 29, 2013

Giovani talenti: peggio della fuga c’è il mancato arrivo

Economia

Giovani talenti: peggio della fuga c’è il mancato arrivo

Una giovane astrofisica europea molto capace riesce a trovare lavoro nientemeno che alla Nasa. A un certo punto, però, prova il desiderio di tornare a casa: per tre anni rimane in attesa di un concorso pubblico nel suo Paese natale, per il quale prepara una documentazione di oltre 750 pagine. Quel concorso, però, non arriva mai: così la ricercatrice torna (un po’ a malincuore) negli Stati Uniti, dove per fortuna la Nasa la riassume ben volentieri.

Dite la verità: avete pensato che parlassi dell’Italia, vero? E invece mi riferivo ad Amaya Moro-Martín, astrofisica e ricercatrice spagnola. Ma questa vicenda ci suona così familiare perché nel nostro Paese siamo abituati a sentire storie di burocrazia opprimente e di scarsa meritocrazia. La faccenda, poi, è un po’ più complessa e la cosiddetta fuga di cervelli ne rappresenta solo un aspetto. Continuo a pensare, infatti, che il problema dell’Italia non sia solo la fuoriuscita dei nostri ragazzi migliori, bensì l’incapacità di attrarne da fuori. In Olanda, per esempio, ai talenti provenienti dall’estero è riservato un trattamento fiscale di favore, che contribuisce ad attrarre i migliori cervelli da tutto il mondo.

Servono incentivi di questo tipo: pratici, efficaci. Secondo uno studio di qualche mese fa, nelle discipline scientifiche solo il 3 percento dei ricercatori che lavorano nel nostro Paese proviene dall’estero: un numero bassissimo, desolante. E il mancato arrivo di talenti stranieri, che magari non fa rumore quanto la fuga di quelli italiani, frena il confronto tra culture e mentalità diverse, che è alla base della creatività e della capacità di innovare. In conclusione: se vuole davvero ripartire, l’Italia deve pensare ad attrarre non solo le imprese, come si dice spesso, ma anche studiosi e giovani di talento.

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One Response to “Giovani talenti: peggio della fuga c’è il mancato arrivo”

  1. Congrats to your reflections Alessandro regarding the mobility of leading heads. I have tried for several years to do what you intend, as Director of an international Organization in Venice, it was my duty to create interlinks and exchange among 20 European countries, to move people out of Italy and to attract the best heads to Venice. The resistence of the Italian Government and obstacles of the Secretariat of the UN Agency were huge. Today I’m myself a victime of this bureaucracy, already advanced in age, but still a leading expert, abandoned by my homecountry and jobless in my host country.
    But I still believe that mobility has become an issue for all generations, youth, women, aged people. The mix of heads of all colours, sex, ages and cultures will create the leading countries of the future.

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