December 1, 2017

Ettore Sottsass alla Triennale di Milano

Arte Contemporanea

There is a Planet è il titolo della mostra monografica che la Triennale di Milano dedica al grande Ettore Sottsass nel centenario della sua nascita (nato a Innsbruck nel 1917, è morto a Milano 10 anni fa) e che fino all’11 marzo sarà possibile visitare presso il Palazzo della Triennale.

La mostra si articola intorno a nove temi, individuati a partire dalla lettura dei volumi di archivio che raccolgono gli scritti di Sottsass: Per qualcuno può essere lo spazio, Il disegno magico, Memorie di panna montata, Il disegno politico, Le strutture tremano, Barbaric design, Rovine, Lo spazio reale, Vorrei sapere perché… Il percorso di un’intera vita, dai primi anni fino alla morte, attraverso la sua poliedrica e vastissima attività: dall’architettura alla pittura, passando per il design, la fotografia, i mobili, gli oggetti… una mostra-omaggio a tutto tondo, da vedere e rivedere.

There is a Planet è però anche il titolo di un progetto di Sottsass degli anni ’90 mai realizzato. Il progetto di un libro che ora è stato pubblicato e che raccoglie in cinque gruppi (così come era stato progettato) fotografie scattate da Sottsass in quarant’anni di viaggi che riguardano l’abitare e la presenza dell’uomo su questo pianeta: architetture, case, porte, persone, situazioni, paesaggi. Ci lavorava da anni; durante i suoi viaggi osservava e scattava, per poi ricomporre e suddividere tutto quanto in questi capitoli:

Il primo, Il pianeta: foto di canyon americani, coste spagnole, deserti, nuvole, boschi, fiumi… a testimonianza delle parole lasciate dallo stesso Sottsass, “Sono ipnotizzato dalla foresta della vita, di tutto quello che si vede, di tutto quello che si tocca”.

Poi, dalla natura alle persone, con il secondo capitolo Il pianeta è abitato dalla gente. E qui, la foto di un divano semidistrutto abbandonato in una strada di Catania, quattro ragazze eleganti della Swinging London, il sorriso timido di una giovane indiana, una donna e i suoi tre figli in Guatemala.

Per arrivare a raccontare l’abitare con gli ultimi capitoli: La gente costruisce case sul pianeta, Le case hanno un interno e Le case hanno una porta, finestre, gradini. Case di marmo, legno, cemento, e grotte, capanne, quartieri, persone che vivono sole altre in gruppo, chi vive sotto il cielo chi in piccoli spazi, e poi balconi, verande, ingressi…

Un’indagine sull’abitare e il senso dell’esistenza, sul nostro posto nel mondo; un libro da sfogliare e risfogliare.

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