March 31, 2016

Dentro la fotografia di Santu Mofokeng

Arte Contemporanea

Santu Mofokeng. A Silent Solitude; una splendida personale, in mostra al Foro Boario di Modena fino all’8 maggio.

Proprio la Fondazione Fotografia Modena – un centro espositivo e di formazione interamente dedicato alla fotografia contemporanea – ha istituito da quest’anno il Premio Internazionale per la Fotografia. Il tema era l’identità e il vincitore è stato appunto il sudafricano Mofokeng, uno dei fotografi più acclamati del Sud Africa, scelto dalla giuria perché si tratta di «… un autore che ha fatto della riservatezza uno stile di vita; non appartiene a nessun sistema e questa libertà gli ha permesso di creare immagini clamorose. La sua è una creatività totalmente aperta, che non si riferisce a un soggetto specifico ma ruota attorno al tema dell’affermazione di un’identità. La varietà di soggetti e la capacità di riuscire ad accostarsi ad essi con lucidità e ragionata asprezza contraddistinguono il suo lavoro».

Nato a Johannesburg, classe 1956, Santu Mofokeng ha iniziato la sua carriera come fotografo di strada, diventando poi un fotoreporter. Entrato a far parte dell’Afrapix Collective degli anni ’80, ha lavorato sotto lo pseudonimo di Mofokeng e documentato soprattutto la lotta contro l’apartheid in Sud Africa. Durante la sua carriera ha incentrato la sua ricerca sulla realtà sudafricana in un periodo temporale che ha coperto praticamente mezzo secolo, dall’Apartheid ai giorni nostri.

La forza di questo artista sta nella sua capacità di scorgere la dimensione spirituale della normalità, per regalarla, intrappolata nei suoi scatti, agli spettatori.

E questa sorta di indagine fotografica nei confronti della spiritualità, del trascendente, è una costante di tutta la sua carriera fotografica che ha prodotto in passato anche la straordinaria serie Chasing Shadows. Profonde esplorazioni di un paesaggio investito da nuove forme di significato; ambienti reali e immaginari, esperienze insignificanti, momenti e superfici, bloccati e sospesi nella lunga memoria di una pellicola.

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