April 5, 2013

Big Data: vogliamo davvero sapere “tutto”?

Economia

Big Data: vogliamo davvero sapere "tutto"? - Il blog di Alessandro Benetton

Sui media internazionali, ultimamente, ricorre sempre più spesso il concetto di Big Data. Se n’è parlato in particolare a proposito dell’ultima campagna elettorale di Obama e anche io ho affrontato l’argomento in questo post.

Di che cosa si tratta? Da profano, so che i Big Data sono enormi aggregazioni di dati che si accumulano in volumi ogni giorno maggiori. Tutto quello che facciamo su Internet, i video che condividiamo, le preferenze che esprimiamo quotidianamente si incrociano con altre informazioni, di ogni genere, e vanno a costituire uno sconfinato bacino di dati. Un bacino a cui oggi è ancora difficile attingere, ma che probabilmente sarà sempre più alla base delle nostre scelte, delle nostre analisi, delle nostre previsioni.

Dal business alla ricerca scientifica, dalla finanza alla politica, i Big Data sembrano destinati a introdurre cambiamenti rivoluzionari. Ma in che direzione? Si tratta di una possibilità di migliorare la nostra vita, di uno strumento per ampliare in modo potenzialmente illimitato la nostra capacità di comprensione e previsione? Oppure ci troviamo di fronte a una potenziale minaccia alla nostra privacy, che potrebbe lasciarci sempre più indifesi davanti a chi saprà raccogliere e utilizzare questi dati?

Ogni innovazione tecnologica – e Internet non fa eccezione – ci pone ogni giorno davanti a nuove possibilità, ma anche a qualche rischio. Credo però che non ci si possa semplicemente opporre al nuovo.

Ogni innovazione è una sfida, che mette alla prova la nostra intelligenza, la nostra visione, ma soprattutto la nostra capacità di fare buon uso degli strumenti di cui disponiamo.

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4 Responses to “Big Data: vogliamo davvero sapere “tutto”?”

  1. Massimo Antonelli says:

    Sapere tutto??L’uomo di sua natura e’ curioso ed innovatore,bisogna usare cio’ che noi sviluppiamo o creiamo per rendere la nostra vita piu’ semplice e piu’ facile,superando tante barriere e lontananze,il web fa bene se usato bene fa male se usato male,oramai fa parte sempre piu’ di noi e del nostro vivere quotidiano!Buona giornata

  2. Giacomo says:

    Al duplice, antitetico interrogativo formulato (Big Data come “possibilità di migliorare la nostra vita” ovvero come “potenziale minaccia alla nostra privacy”), propendo per la seconda opzione. La quale postulerebbe un minimo di considerazioni sul progresso scientifico e tecnologico- di cui Internet è un’importante sfaccettatura- e soprattutto sull’utilizzo delle relative risultanze da parte dell’uomo…
    Peraltro condivisibilissima è la chiosa finale, afferente l’impossibilità di una sterile opposizione- sic et simpliciter- al nuovo, all’innovazione vista come sfida alla nostra intelligenza e all’uso che della stessa sappiamo e vogliamo fare.
    Il punto- e concludo- è che tutta questa fiducia nell’essere umano io non ce l’ho. L’uomo è un coacervo di contraddizioni, di passioni, e l’asserita “capacità di fare buon uso degli strumenti” di cui dispone mi sembra più una chimerica aspirazione che una verità
    effettuale…

  3. Roberta Scirea says:

    Ogni cosa ha un pro e un contro. L’importante è saper gestire le due facce della medaglia: tirare a proprio favore i pro al massimo e ridurre al minimo i contro. E’ necessario, quindi, saper usare il web in modo intelligente, stando molto attenti a non far sì che si ritorca contro la nostra privacy. Ma se “sfruttato” bene è un potente ed importante mezzo per la nostra evoluzione.

    Ottimo lavoro questo blog!
    Roberta

  4. Andrea S. says:

    Come riempire positivamente le nostre giornate se non con sfide sempre maggiori ed ambiziose.
    Internet, ormai indispensabile … Personalmente ogni tanto mi spaventa, immenso, illimitato, senza controllo.

    Complimenti per il blog.
    Saluti
    SA

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