November 19, 2015

Art for the Blind

Economia

Sono diversi i motivi che mi hanno portato a partecipare alla presentazione di Art for the Blind, il progetto sperimentale che permetterà ai non vedenti di conoscere e leggere l’Ara Pacis.
Certamente gli 80 anni di SIFI – l’azienda leader nell’oftalmologia partecipata da 21 Investimenti della cui eccellenza ho più volte raccontato – ma soprattutto la bellezza e il messaggio universale e di pace del luogo, l’importanza di questa nuova tecnologia, le persone che ne beneficeranno.

Questa iniziativa segna un miglioramento per la qualità di vita dei disabili della vista che per la prima volta diventano protagonisti delle emozioni che donano le opere d’arte.

È stato commovente ascoltare la testimonianza di Deborah Tramentozzi, non vedente e appassionata d’arte; una lezione, un invito ad andare più in profondità nelle cose per conoscerle meglio e coglierne tutti i valori.

Ho trovato poi molto interessante il lavoro della start up veneziana Tooteko, che ha ideato l’innovativo dispositivo audio tattile e che incarna la nostra filosofia di impegno sociale. Responsabilità e performance non sono mai antagoniste, anzi.

A me è stata chiesta una riflessione sul ruolo sociale dell’impresa. L’azienda va considerata come una sorta di laboratorio sociale dove le persone convivono. Tutte le nostre vite sono integrate in molti aspetti ed è diventato anacronistico pensare che ci siano continuamente delle dicotomie tra l’utile e il bello, il profitto e il sociale, la tecnologia e l’arte. L’innovazione la si scopre trovando i punti di osmosi e di comunicazione tra i diversi momenti. La Corporate social responsibility va oggi quindi superata e interpretata a 360°.

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