December 11, 2013

Arnaldo Caprai: tradizione che innova

Economia

Arnaldo Caprai: tradizione che innova - Il blog di Alessandro Benetton

Quando mi viene chiesto che cos’è l’innovazione, rispondo che spesso è la valorizzazione intelligente di qualcosa di già esistente. Molte “invenzioni”, se ci pensate bene, sono spesso la ricombinazione creativa di elementi già noti.

L’azienda vinicola umbra Arnaldo Caprai, Cantina europea dell’anno 2012 secondo il magazine Wine Enthusiast, ne è un esempio: dopo aver salvato dall’estinzione e valorizzato il Sagrantino, vitigno tipico di quelle zone, ha puntato molto sulla ricerca ambientale, analizzando gli effetti del surriscaldamento globale sui vigneti e riducendo le emissioni di carbonio durante la produzione. Ora, assieme ad altre sei aziende locali, ha promosso e avviato il progetto Montefalco 2015, the Green Revolution per creare un protocollo di produzione vitivinicolo che faccia della sostenibilità ambientale, sociale ed economica il nuovo modello di sviluppo di questo territorio. Come? Attraverso la sperimentazione di nuove tecnologie agricole sostenibili, con un occhio ai prodotti biodinamici e organici, e una progressiva sostituzione di macchine e metodi tradizionali con altri più efficienti.

Arnaldo Caprai, insomma, è una piccola eccellenza italiana che ha portato innovazione in un settore decisamente tradizionale, dapprima recuperando ciò che di unico e prezioso esisteva e poi reinterpretandolo alla luce della sensibilità ambientale da cui ormai non si può prescindere, in alcun campo e tanto più in quello alimentare. È questa l’Italia che mi piace e di cui vado orgoglioso quando posso raccontarla, specie all’estero.

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One Response to “Arnaldo Caprai: tradizione che innova”

  1. GIACOMO says:

    Caro Alessandro, quanti potenziali Arnaldo Caprai, disseminati in tutto il territorio nazionale, saprebbero operare con estro ed inventiva, raggiungendo altrettali vertici di eccellenza nei loro rispettivi settori, se solo fossero messi nella condizione di poterlo fare? L’interrogativo è retorico: l’elenco delle doglianze e quello delle iniziative da assumere sono noti, ripeterli sarebbe stucchevole.
    Ma per una volta attingo dal tuo inesauribile “serbatoio” di ottimismo propositivo e dico: ora o mai più.
    O l’Italia si scrolla di dosso quest’aura di vittimismo e rassegnazione di cui sembra compenetrarsi (e talvolta compiacersi), o cadremo tutti a precipizio nel baratro.
    Le capacità per uscire dalla crisi le abbiamo. La volontà, lo vedremo prossimamente.
    Con amicizia.
    Giacomo Mason

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