March 19, 2015

ANSIOSI A FIN DI BENE: LA FILOSOFIA DELLA PREOCCUPAZIONE

Filosofia

La filosofia? È da sempre un rimedio all’angoscia, all’ansia dell’esistenza. Dagli Stoici, passando per Aristotele, Platone, o fino a Kant, ha sempre cercato un modo per comprendere e per, se non sconfiggere l’ansia, almeno metterla in condizione di non nuocere a chi la prova. Eppure secondo Charlie Kurth, ricercatore in filosofia in forze alla Washington University di St Louis, l’ansia non sarebbe poi così male. Anzi. Sarebbe fondamentale per la nostra vita, orientandoci nelle nostre scelte morali e nella vita di tutti i giorni.

Possibile? Dipende da che tipo di ansia. Kurth concentra la sue attenzioni su un tipo particolare di ansia, che chiama ansia morale, quella che ci assale quando dobbiamo prendere una decisione che innesca un conflitto interno: l’esempio che porta è forte, ma voglio riproporvelo. Fate conto che vostra madre sia molto anziana, e le abbiate promesso che mai e poi mai l’avreste fatta ricoverare in casa di riposo. Le condizioni di vostra madre però peggiorano: e il vostro medico vi mette di fronte alla realtà, è necessario farla ricoverare.

Ecco che si scatenano ansia, dubbi, sensi di colpa. Qual è la cosa giusta da fare? È una domanda per la quale non esiste una risposta giusta in assoluto, è solo un esempio di Kurth, ma che però scatena in noi una tempesta emotiva. Sempre secondo il ricercatore, coltivare questo tipo di ansia è positivo: ed è già positivo che si manifesti, perché la manifestazione è un segnale di conflitto interno. Coltivare questo tipo di ansia, di dubbio, di riflessione, non è facile, costa fatica. Ma nessuno ha mai detto che fare la scelta giusta sarebbe stato facile.

Filosofia.

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