November 15, 2013

A San Francisco nasce l’università del futuro

Filosofia

A San Francisco nasce l'università del futuro - Alessandro Benetton blog

Qualche mese fa, come raccontavo qui, Lawrence Summers, ex rettore dell’università di Harvard, metteva in discussione l’attualità del modello di insegnamento universitario cosiddetto “frontale”, cioè basato su un insegnante e una classe. Oggi Summers è passato dalle parole ai fatti, ed è ispiratore di un’iniziativa di cui si sta parlando molto: il progetto Minerva, che l’imprenditore Ben Nelson ha lanciato, anche con l’investimento di un fondo, a San Francisco.

Minerva non punta “soltanto” a diventare l’università più prestigiosa del mondo, ma a mettere in pratica molti dei principi che da tempo Summers predica: utilizzo delle tecnologie, dibattito piuttosto che lezione frontale, analisi anziché memorizzazione. Questa università così “speciale” accetterà soltanto studenti con potenziale e motivazioni eccezionali, i quali dopo un anno a San Francisco ne trascorreranno altri tre in altre  metropoli del mondo per ampliare le loro conoscenze, linguistiche, culturali, sociali. A tenere i corsi saranno docenti di grande prestigio, schierati a favore dei metodi di apprendimento più innovativi.

Non sono in grado di dare un giudizio tecnico, ovviamente. Ma la sfida di Minerva mi affascina, perché credo abbia il merito di aprire un dibattito concreto e non solo teorico sull’istruzione.

Mi piace pensare che le prossime generazioni abbiano a disposizione modelli di istruzione alternativi nei quali competenze ed esperienze si affianchino alle nozioni. Oggi le informazioni sono a disposizione di tutti. Ma per il domani servono pensatori critici e leader globali, che queste informazioni sappiano usarle con eclettismo e capacità analitica.

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One Response to “A San Francisco nasce l’università del futuro”

  1. Giacomo says:

    Oggi nelle università italiane, che pure annoverano tra le loro file docenti di chiara fama e prestigio, le lezioni sono imperniate sui “soliloqui” dei Professori di fronte a un uditorio- gli studenti- che per forza di cose pende dalle loro labbra (pur con la vivacità intellettuale e lo spirito critico che le giovani generazioni indubbiamente possiedono). Per questo è encomiabile il Progetto Minerva, di cui mi ha colpito- al di là dell’utilizzo delle tecnologie, ormai scontato- l’innovativo metodo di apprendimento, ove il dibattito fa premio sulla lezione frontale, l’analisi sulla memorizzazione. Il “punctum dolens”, al di là dell’aspetto “censuario” o reddituale (vi accederanno solo i più facoltosi?) è che si tratterà di una Università per geni, ove lo studente di non eccezionale levatura- ma non per questo meno meritevole- verrò automaticamente escluso.

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